Quali rischi si corrono durante l'estrazione del dente del giudizio?




La dentatura permanente degli adulti si completa tra l'adolescenza e la giovinezza ed è costituita da 32 denti, nel dettaglio 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari. In questo gruppo finale rientrano anche i 4 denti del giudizio che sono gli ultimi in ordine d'uscita. Molto spesso accade che proprio questi molari nel momento in cui erompono non riescono a trovare comodamente spazio all'interno delle arcate dentali e la loro fuoriuscita oltre ad essere ostacolata da alcuni fattori morfologici può rappresentare un grosso rischio di disallineamento per gli altri denti. In questi e in tutti gli altri casi in cui i denti del giudizio non riescono a concludere armonicamente la formazione della dentatura, il dentista provvede alla loro estrazione. Si tratta di una procedura odontoiatrica molto frequente, ciò nonostante, desta ancora diversi timori nei pazienti. Proviamo ad approfondire la questione cercando di comprendere quali sono i rischi legati all'estrazione di un dente del giudizio.



COSA PUÒ ACCADERE DURANTE L'ESTRAZIONE DEI DENTI DEL GIUDIZIO?


Pur non potendo effettuare una previsione certa sulle modalità di esecuzione di un'estrazione dentale è possibile evidenziare anticipatamente i diversi fattori che possono determinarne la complessità o la facilità esecutiva. Un primo dato utile ci viene fornito dall'analisi delle strutture ossee e nervose di entrambe le arcate dentali che presentano alcune caratteristiche differenti: l'osso di un dente del giudizio superiore risulta più morbido rispetto a quello presente in un molare posto sull'arcata inferiore e questa peculiarità ne favorisce l'estrazione. Analogamente la struttura delle terminazioni nervose e arteriose dell'arcata inferiore a causa della sua conformazione può rendere più complicato l'intervento. 
Oltre alla natura dell'osso e alla conformazione delle altre strutture, l'estrazione di un dente del giudizio può essere più o meno difficile sulla base di ulteriori elementi di valutazione:

  • posizione e forma del dente
  • vicinanza alle arterie e ai nervi
  • tecnica d'intervento
  • strumentazione 
  • capacità dell'operatore


Ciò che è importante chiarire è che anche in situazioni estremamente svantaggiose o complicate è  possibile eseguire un'estrazione dentale mettendo il paziente in una condizione di sicurezza e senza arrecargli troppi disagi. 

Frattura radicolare


Uno dei maggiori rischi verificabili nel corso di un'intervento d'estrazione è che si fratturi una radice. Laddove accada, grazie all'impiego di alcune piccolissime leve ed adoperando un microscopio ottico si può procedere al recupero di tutti i frammenti radicolari. La novità è che per fare fronte a questa problematica ed abbassare la probabilità che possa verificarsi, molti odontoiatri hanno scelto ormai da tempo di adottare alcune tecniche di estrazione atraumatica che sfruttano unicamente l'azione delle leve. 


Gonfiore


I pazienti che devono sottoporsi ad un intervento di estrazione dentale molto spesso sono spaventati al pensiero di dover affrontare il gonfiore post-chirurgico, una conseguenza che appare piuttosto inevitabile, specie nei casi d'inclusione ossea. Anche questo aspetto è stato sensibilmente ridotto grazie all'introduzione di nuove tecniche chirurgiche. La piezosurgery e la chirurgia sonica a cui ci riferiamo hanno ampiamente superato le tecniche tradizionali basate sull'azione di frese con azione rotante introducendo un nuovo tipo di frese che sfrutta un principio vibrante in grado di eliminare l'osso senza provocarne il surriscaldamento. Quest'evoluzione strumentale rappresenta un contributo importante all'interno della pratica chirurgica odontoiatrica, garantendo un maggior comfort per il paziente e minimizzando i fastidi e il trauma a cui era abituato.




Lesioni al nervo alveolare inferiore


Una delle complicazioni più serie che può insorgere in sede estrattiva è rappresentata dalle possibili lesioni ad arterie o al nervo alveolare inferiore che possono addirittura generare fenomeni di parestesia permanente. L'impiego del microscopio ottico e delle nuove tecniche chirurgiche che sfruttano l'azione delle frese soniche diventa particolarmente apprezzabile anche in considerazione di questo rischio. Il maggior vantaggio è offerto proprio dall'azione vibrante delle frese mirata alla consumazione del dente e dell'osso senza però rappresentare un pericolo per i tessuti molli. Occorre in ogni caso una grossa abilità operativa per ridurre sensibilmente il pericolo che si verifichi questo tipo di lesione.   

Alveolite


L'estrazione del dente del giudizio è una pratica frequente ma piuttosto delicata e anche dopo aver effettuato l'intervento è possibile incorrere in qualche problema. Ciò che può accadere è che si sviluppi l'alveolite, un acuto processo infiammatorio dell'alveolo, cavità ossea in cui alloggiano le radici dei denti. A causarla possono essere la mancanza di una perfetta sterilizzazione chirurgica, la disfunzionalità della coagulazione sanguigna nel corso dell'intervento o il ristagno dei residui di cibo in corrispondenza dei punti di sutura in fase post-chirurgica. Ne consegue che nulla va trascurato né durante né dopo l'intervento e che è importante seguire alcune indicazioni. In particolar modo occorre ripulire l'alveolo con molta cura, servendosi di un idropulsore ed effettuando degli sciacqui. Altra importantissima raccomandazione è quella di astenersi dal fumo che rappresenta un nemico assai pericoloso in questa delicatissima fase.





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