Quale collegamento esiste tra il Morbo di Alzheimer e la Parodontite?




Il Morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che determina una progressiva involuzione cognitiva e la perdita della memoria celebrale fino al completo esaurimento di ogni attività mentale. Continuamente oggetto di ricerche scientifiche e di approfondimenti medici, questa malattia è così chiamata a motivo dello psichiatra e neuropatologo tedesco Alois Alzheimer che la individuò nel 1906. Il grande interesse che ha generato è maggiormente comprensibile se si pensa alla sua rapida crescita e al fatto che tutt'oggi non siano ancora note le cause da cui abbia origine.
Le statistiche costantemente aggiornate ci rivelano che attualmente i casi di demenza senile sono riconducibili principalmente a questa malattia, con un forte impatto nei soggetti over 65 e ancor di più in quelli con più di 75 anni. I dati raccolti ci dicono inoltre che la tendenza a sviluppare la patologia è in netto incremento e le previsioni formulate stimano che entro i prossimi 30 anni, 1 soggetto su 85 potrà contrarre il Morbo.



COSA C'È ALL'ORIGINE DEL MORBO D'ALZHEIMER?


La forte aggressività con la quale la malattia avanza nei suoi vari aspetti rende necessario ogni tipo di studio e di approfondimento scientifico, soprattutto di quelli orientati a scoprirne le cause e ad individuarne una possibile cura. Oggi infatti nessun farmaco o piano terapeutico è in grado di agire sulla regressione del Morbo ma solo di rallentarne l'avanzamento. Ciò che è stato fino ad ora evidenziato e che sappiamo è l'esistenza di una stretta connessione tra l'insorgenza della patologia e la formazione delle placche amiloidi e dei grovigli neurofibrillari all'interno della corteccia celebrale, ma nulla ancora è stato scoperto riguardo all'origine del fenomeno. La letteratura scientifica sino ad ora prodotta ci dice inoltre, che mentre per i pochi pazienti che sviluppano il Morbo in giovane età esiste una determinante genetica, alla base del meccanismo che provoca il processo di demenza nella maggior parte dei soggetti anziani, ci potrebbero essere infezioni periferiche, danni piastrinici e stress ossidativo, responsabili dell'infiammazione che si verifica nel tessuto celebrale. 



COME SI MANIFESTA?


Non sempre è facile diagnosticare questa malattia sul nascere, poiché nelle prime fasi si manifesta con sintomi che sono tipici dell'avanzare dell'età, quindi facilmente riconducibili al naturale invecchiamento di ogni individuo.
Sicuramente il primo campanello d'allarme è la diminuizione della memoria a breve termine: i soggetti che sono affetti da Alzheimer faticano a memorizzare le informazioni che ricevono e cancellano rapidamente quelle che riescono ad apprendere. Successivamente cominciano a dimenticare i nomi e non riescono più ad associare le parole ai concetti, alle cose e alle persone mostrando contestualmente i primi segnali evidenti di apatia. Con il passare del tempo e la progressione patologica, anche i ricordi più vecchi cominciano ad annullarsi, fino a rendere i volti delle persone care, estranei ed ignoti; leggere, scrivere e parlare diventano azioni sempre più difficili da compiere e cresce il disagio personale e comportamentale. Anche l'umore subisce frequenti e repentini cambiamenti e in una fase più avanzata, l'apatia sfocia naturalmente in uno stato depressivo destinato a divenire presto o tardi vegetativo: il paziente non è più in grado di gestire sé stesso, di percepire la realtà in cui vive e di relazionarsi con il mondo esterno.




ALZHEIMER E PARODONTITE


Durante l'evolversi della malattia, possono insorgere nel paziente che ne è affetto, altre patologie legate alla regressione cognitiva in atto. È questo il caso dell'iperlipidemia, della depressione, dell'ipertensione, dell'infarto cardiaco, delle patologie croniche renali, del diabete e delle lesioni traumatiche celebrali. Accade infatti molto comunemente che il decorso del Morbo di Alzheimer si incontri con lo sviluppo di alcune di queste patologie, rendendo ancor più complesso, il quadro clinico generale del paziente.
È stato inoltre osservato che lo sviluppo del Morbo può associarsi facilmente a problematiche odontoiatriche quali la parodontite, un'infiammazione cronica localizzata che compare spesso in concomitanza con altre patologie infiammatorie. 



Il legame tra il Morbo e la malattia parodontale appare di vicendevole condizionamento: così come l'infiammazione dentale causata dai batteri parodonto-patogeni può incidere sulla degenerazione cerebrale, allo stesso tempo l'Alzheimer può favorire la comparsa della patologia odontoiatrica, sia a causa del processo infiammatorio in atto che per la maturata incapacità del paziente di prendersi cura della propria igiene quotidiana.





COME BISOGNA AFFRONTARLO?


Purtroppo la strada da compiere è ancora molto lunga e per quanto la ricerca scientifica si stia occupando di rilevare i meccanismi del processo morboso, quali siano i fattori che lo determinano e soprattutto in quale modo è possibile intervenire per contrastarlo, attualmente nessun piano terapeutico risulta efficace se non per provare a dilatare i tempi della regressione celebrale. Alla luce di tutto ciò è facile comprendere quanto sia importante affidarsi ad un programma di prevenzione con lo scopo di proteggere il più possibile l'attività celebrale. 

La campagna di prevenzione contro il Morbo d'Alzheimer ci indica quali sono le azioni che possiamo quotidianamente mettere in atto:
  1. Mantenere in costante allenamento la mente attraverso l'allenamento psichico
  2. Tenere in movimento il corpo mediante l'esercizio fisico
  3. Adottare uno stile di vita sano 
  4. Seguire un'alimentazione varia ed equilibrata 
Si tratta di poche e semplici indicazioni che se abitualmente applicate contribuiranno certamente a rallentare l'atrofia e la degenerazione delle cellule celebrali e a promuovere il funzionamento e l'attività di tutti gli organi interni. Seguendo questa logica, diventa davvero importante occuparsi della propria salute orale, per garantire il benessere generale dell'individuo ed in particolar modo della bocca ed evitarle così di sviluppare qualsiasi forma di malattia dentale o gengivale. A tal proposito ci preme segnalare che ogniqualvolta si osservano gengive irritate o sanguinanti occorre rivolgersi ad un parodontologo ed effettuare una visita di controllo per scongiurare l'insorgenza della malattia parodontale o nel caso in cui fosse già comparsa, per poterla affrontare tempestivamente e per mettere in moto ogni strategia possibile per arrestare il processo infiammatorio, al quale potrebbe associarsi il rischio di altri fenomeni infiammatori responsabili di patologie come l'infarto, l'ictus e così come abbiamo già spiegato, il Morbo di Alzheimer. 


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